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SANTUARIO N.S. dell'ACQUASANTA


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Ad Acquasanta Terme (Frazione del Comune di Mele) si trova questo mistico luogo di culto, che nonostante sia ubicato immediatamente di là dello spartiacque che separa il territorio comunale di Mele da quello di Genova, è considerato dai melesi il “loro Santuario” mariano per eccellenza.

L’origine del Santuario non è nota ma, secondo la tradizione popolare, è antichissima: sarebbe esistita in principio una piccola cappella, costruita sulle rovine di un tempio pagano dedicato alla ninfa Eja, da cui avrebbe preso il nome il torrente Leira che scorre lì vicino.

Sempre secondo la tradizione, la statua della Madonna sarebbe stata trovata sullo scoglio dove ora sorge la Cappelletta da un gruppo di pastori, sorpresi da una gran luce sorgente dalle acque del torrente; secondo un’altra versione la statua della Madonna sarebbe stata portata da marinai provenienti dal Levante.

In ogni caso, in un secondo tempo si sarebbe provveduto a costruire una cappella in cui accogliere la statua ritrovata, meta di continuo pellegrinaggio di folle di devoti.

La prima notizia certa sul Santuario dell’Acquasanta si trova in un documento del 1465, in cui si nomina l’Arciprete Bartolomeo Valdettaro della Pieve di Palmaro quale custode della chiesa.

Da ciò si può dedurre che quel piccolo tempio dedicato alla Vergine fosse oggetto di devozione già prima del 1400.

Dal 1600 in poi le cronache del tempo testimoniano del grande prestigio del Santuario dell’Acquasanta, dove accorrevano “gran truppe di pellegrini” e “intere popolazioni”. Si ha memoria certa che, sin dal XVI secolo, al Santuario si recassero in processione le antiche Confraternite genovesi, molte delle quali continuano ancor oggi a recarsi al Santuario durante il periodo estivo.

La prima pietra dell’attuale costruzione fu benedetta il 20 luglio 1683; i lavori su progetto attribuito a Carlo Muttone, furono portati a termine del 1710, con annesso il braccio più antico, il sinistro, destinato ad ospizio dei pellegrini (l'ala destra fu aggiunta nel 1845). Il nuovo edificio mancava ancora degli altari e del campanile, la cui costruzione ebbe inizio nel 1749.

Tra gli eventi più celebri della storia del Santuario sono annoverate le nozze regali, celebrate il 21 novembre 1832, tra il re di Napoli Ferdinando II di Borbone e la principessa Maria Cristina di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I e di Maria Teresa d’Austria.

Il 27 luglio 1890 fu incoronata da Monsignor Magnasco la statua della Cappelletta; il 10 luglio 1894 fu consacrata la nuova chiesa; il 15 luglio 1900 se ne inaugurò la facciata.

Il 28 luglio 1907 si celebrò per la prima volta la festa patronale della Madonna dell’Acquasanta e furono benedette le cinque campane allora issate sul campanile; il 30 luglio 1911 fu acquistata la nuova statua lignea per le processioni, opera di Antonio Canepa.

La festa di N.S. dell'Acquasanta si svolge sempre nell'ultima domenica di luglio, anniversario dell'incoronazione della statua della Cappelletta.

 

La Cappella dell’Apparizione (Cappelletta) e la Scala Santa

Prima di giungere al Santuario, nel punto preciso dove sgorga una fonte di acqua sulfurea, sorge la Cappelletta, che accoglie l’antica statua lignea della Vergine.

Costruita nel 1769, presenta agili arcate ed una cupola semisferica; all’interno è decorata di marmi, stucchi ed affreschi. Nel 1750 era sorta, a monte della Cappelletta, la Scala Santa, in cima alla quale spicca la statua dell’Ecce Homo.

 

Molti pellegrini, ancor oggi salgono devotamente in ginocchio la Scala Santa, per ottenere le indulgenze concesse. La Scala Santa viene tuttora risalita dai confratelli con i “Cristi” e dalla Cassa della Madonna.

La Confraternita dell’Oratorio di Sant’Antonio Abate di Mele, si reca in pellegrinaggio con i “Cristi” e la “Cassa” al Santuario di N.S. di Acquasanta il 15 agosto (festa dell’Assunta). La Cassa Processionale di Sant’Antonio, scultura lignea del Maragliano, è l’unica che per raggiungere il Santuario non sale la Scala Santa poiché troppo pesante ed ingombrante per essere portata a spalle in quella difficile arrampicata.
Nel compiere la loro processione i melesi godono ancora oggi di particolari privilegi, come quello di compiere il giro attorno alla Cappelletta e di salire per due volte in processione la Scala Santa.

 

Il Tempio

La chiesa, con la sua bella facciata a due campanili, portati a termine nel 1910, si apre a ventaglio sul vasto piazzale ombreggiato da maestosi platani.

Il prospetto del tempio fu realizzato nel 1900 su disegno dell’architetto Maurizio Reggio, mentre il portale fu realizzato nel 1907. Nello scomparto centrale della facciata c’è l’affresco dell’Assunta; ai lati, entro le nicchie, sono le statue dei Santi Pietro e Paolo, della venerabile Maria Cristina di Savoia e della venerabile Giovanna Maria Battista Solimani. Tutte le opere appartengono a Giovanni Battista Traverso.

Sulla stessa facciata due lapidi ricordano il matrimonio di Ferdinando e di Maria Cristina e la visita di Papa Benedetto XV, quando era ancora Arcivescovo di Bologna.

La pianta della chiesa è a croce latina: vi è un’unica navata, con quattro altari laterali in cappelle. Alla sinistra entrando si presenta l’altare “dei cartai”, probabilmente offerto dagli stessi ai loro santi protettori (San Giuseppe, Santa Lucia, San Cipriano, e San Gottardo).

La seconda Cappella è dedicata a Sant’Anna; nelle nicchie a Sinistra si susseguono le statue di Sant’Antonio, di Sant’Erasmo, di Davide e di fronte il busto di un Vescovo sconosciuto.

L’altare maggiore (XVII -XVIII secolo) è opera di Francesco Schiaffino; la statua della Madonna, posta nella nicchia è opera di Tomaso Orsolino (XVII secolo).

Completano l’altare tre statue che raffigurano le virtù teologali. Ai lati delle due colonne dell’altare maggiore due statue raffiguranti Sant’Anna e San Gioacchino furono scolpite da Pier Giuseppe Saggini nel 1814.

 

 

 

 

 

Data di aggiornamento: 31/05/2010

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